Salve a tutti, c'è qualcuno che conosce un metodo per individuare facilmente il tipo di connessione (serie-serie, serie-parall., ecc.) in un amplificatore retroaz.?
Grazie.
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Salve a tutti, c'è qualcuno che conosce un metodo per individuare facilmente il tipo di connessione (serie-serie, serie-parall., ecc.) in un amplificatore retroaz.?
Grazie.
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Non so se esiste un metodo "standard"; se sì spero che qualcuno lo spieghi. Te ne posso dare uno a spanne così come mi è venuto in mente a me, supponendo di trovarmi di fronte a una "black-box" completa (so solo dove sono ingresso e uscita; cosa c'è in mezzo buio totale).
Innanzitutto devi avere un generatore di segnali e un voltmetro in alternata; senza è un po' dura indovinarci qualcosa! Poi devi prepararti a fare due serie di misure, una alterando le condizioni di ingresso e l'altra alterando quelle di uscita. Inoltre devi avere una stima di quali sono le impedenze di ingresso e di uscita con cui un circuito viene caricato. Devi anche essere ragionevolmente certo che una retroazione ESISTA, altrimenti prendi sicuramente solo abbagli.
Tutto pronto? Via!
1) Individuare la connessione sull'uscita: colleghi all'uscita un carico resistivo (una banale resistenza va più che bene) e all'ingresso il generatore di segnali, che regoli per produrre sull'uscita un segnale che sia sempre abbastanza lontano dai limiti massimi (è giusto una precauzione per non falsare la misura con non linearità, saturazioni ecc.). Dopodiché rifai la misura con una resistenza marcatamente maggiore o minore di quella usata precedentemente (tipo il doppio o la metà - non di più però, sempre per evitare casini). Se il segnale di uscita varia in modo notevole (o addirittura in proporzione) con il variare del carico, sei in presenza di un'uscita in corrente, quindi di un prelevamento della retroazione IN SERIE. In caso contrario sei di fronte a un prelievo in PARALLELO.2) Individuare la connessione sull'ingresso: tra il generatore di segnali e l'ingresso inserisci in due misure successive due partitori di tensione che abbiano lo stesso rapporto di attenuazione ma impedenza risultante, vista dall'ingresso, marcatamente differente tra loro. Senza cambiare l'ampiezza del segnale iniettato sull'ingresso, misuri quello che ottieni sull'uscita: anche qui se il segnale varia di parecchio (o anche in proporzione *inversa*) cambiando i partitori allora ti trovi di fronte ad una consegna della retroazione IN PARALLELO all'ingresso; se varia poco o nulla significa invece che la retroazione è consegnata in serie all'ingresso.
Più di questo non ti so dire... e attento che è solo una "praticonata" non esente da tranelli e inconvenienti. Il primo di questi è che esso non è in grado di segnalarti l'eventuale presenza di retroazioni MISTE o non lineari. Per queste ultime occorre qualche "ingegnerata" in più di cui al momento non ho la più pallida idea in che cosa consista! :-(
Ciao! Piercarlo
Paki ha scritto:
Prima di tutto, conviene scindere il problema in due parti, distinguendo il prelievo del segnale dalla somma all'ingresso.
All'uscita: puoi prelevare la tensione o la corrente, ma di solito quello che ti ritorna indietro è più spesso una tensione. Si tratta di capire se il segnale che torna indietro sia proporzionale alla tensione d'uscita oppure alla corrente d'uscita. Ad esempio, in un transistor con uscita sul collettore e con una resistenza di emettitore vai a prelevare una parte della tensione di emettitore, questa è proporzionale alla corrente di collettore, mentre è virtualmente indipendente dalla tensione di collettore (in pratica, non lo è proprio del tutto, ma è un effetto "di ordine superiore :o) ) - perciò ai una retroazione di corrente. Analogamente, se per esempio metti tra carico e massa una piccola resistenza nota, e prelevi la tensione su questa resistenza, leggi un segnale che è proporzionale ancora alla corrente nel carico, quindi hai ancora una retroazione di corrente. Se invece leggi la tensione di uscita, hai una retroazione di tensione: diciamo con Ferrini che "lo dice il ragionamento stesso"!
"Paki" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@usenet.libero.it...
retroaz.?
Se in ingresso all'amplificatore hai un nodo che va nel blocco di retroazione, allora la retroreazione riporta in corrente. Se hai una maglia allora riporta tensione.
Per l'uscita vale esattamente il contrario. Se hai una maglia la reazione preleva corrente, se hai un nodo preleva tensione. Tutto qua, mi pare.
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-------------------------------------------------------- Anton Gardner
Personal e-mail: snipped-for-privacy@tin.it Rome, Italy
"Il segno più certo del fatto che esistono forme di vita intelligenti da qualche parte nell'universo è che non hanno mai cercato di retroazionare uno scaldabagno"
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A me pare francamente che si stia fraintendendo la domanda. Se uno ha in mano schema, circuito ecc. che tipo di retroazione vi è impiegata (se ne è impiegata una) lo trova in cinque secondi. Ma quanto ti ritrovi con una "scatola nera" (o più banalmente un circuito fisico, senza schema, su cui non vuoi/puoi perderci due ore a tirar giù un "simil-schema" che magari può essere completamente campato in aria perché da un certo nodo in poi hai cominciato a prendere senza accorgertene fichi per fischi) che fai?
Ciao! Piercarlo
Paki ha scritto:
come in ogni cosa ci vuole ginnastica :-) esercizi, esercizi e quando ti sei stancato ancora esercizi...
Innanzitutto grazie a quanti hanno risposto ;)
Poi volevo scusarmi per non aver dato maggiori dettagli nella domanda, facendovi prendere strade fin troppo tecniche e dettagliate (tipo Piercarlo ;))
A me interessava saper individuare facilmente da uno schema elettrico il tipo di connessione in ingresso ed in uscita, visto che la teoria propone il "metodo" del biporta che non sempre è di facile applicazione, almeno per me che sono alle prime armi ;)
Per quanto riguarda gli esercizi, so benissimo che non bastano mai ma purtroppo il tempo è tiranno e l'esonero all'università, si avvicina :(
Grazie ancora e speriamo bene.
Ciao Ciao
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Innanzitutto grazie a quanti hanno risposto ;)
Poi volevo scusarmi per non aver dato maggiori dettagli nella domanda, facendovi prendere strade fin troppo tecniche e dettagliate (tipo Piercarlo ;))
A me interessava saper individuare facilmente da uno schema elettrico il tipo di connessione in ingresso ed in uscita, visto che la teoria propone il "metodo" del biporta che non sempre è di facile applicazione, almeno per me che sono alle prime armi ;)
Per quanto riguarda gli esercizi, so benissimo che non bastano mai ma purtroppo il tempo è tiranno e l'esonero all'università, si avvicina :(
Grazie ancora e speriamo bene.
Ciao Ciao
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Paki ha scritto:
domanda,
Piercarlo
Bhe, avevo capito che ti serviva qualcosa di insolito! :-) Comunque, per le tue esigenze altri ti hanno già risposto più esaurientemente (e utilmente) di me. Io avevo proprio capito tutta un'altra cosa (ed è probabilmente il riflesso di un problema più mio che tuo).
Ciao! Piercrlo
maglia
reazione
La domanda era posta male. E, come sempre, ho provato a dare la risposta più ovvia, meno dispendiosa. Tuttavia sbagliata. Si sa che a input non completi si può giungere a conclusioni totalmente errata. Faccio ammenda.
Lezione #1: ___________ o---------| |---------o | R2P | o---------|___________|---------o
Reti 2 porte.
Il ragionamento di Piercarlo può andare bene, a patto però che la reazione esista. Ma come facciamo a sapere se esiste? Mica è detto... ;-)
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"Il segno più certo del fatto che esistono forme di vita intelligenti da qualche parte nell'universo è che non hanno mai cercato di capire la RETROazione"
-"Piercarlo" ha scritto nel messaggio news:c8aqur$fk$ snipped-for-privacy@news.newsland.it...
NA NA NA NA NA... Hai visto che la mia risposta era giusta??? E te ci sei cascato... eh eh eh...
Solo fortuna. Il tuo ragionamento comunque è molto interessante. Solo per chi ha un bel po' di esperienza (e non è di certo il mio caso)... Ecco perchè vado avanti coi nodi e le maglie... :-D
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-------------------------------------------------------- Anton Gardner
Personal e-mail: snipped-for-privacy@tin.it Rome, Italy
"Il segno più certo del fatto che esistono forme di vita intelligenti da qualche parte nell'universo è che non hanno mai cercato di smanettare coi circuiti"
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